martedì 14 dicembre 2010

La sfida italiana

Eccomi ancora qui, dopo un breve periodo di forzata inattività, alla ricerca di quelle domande che possono aiutarci alla comprensione del perché siamo a questo punto. In questa ricerca sono consapevole di essere guidato ed aiutato dal mio essere una persona semplice nel senso di essere alieno da condizionamenti se non quelli inconsci derivanti dall’educazione  ricevuta.
In questa ricerca la questione fondamentale è: esiste una domanda -Prima- ? Forse si: chi è l’italiano? E la risposta è che l’italiano è -troppa roba- frutto di troppa storia. Penso allora che proprio questo è il punto di partenza: noi siamo troppa roba tutta insieme e questo ci ha diviso per troppo tempo soprattutto grazie a chi su questo ha sempre speculato strumentalmente per propri fini di cortile.
Dopo la caduta dell’Impero Romano siamo mai stati un’entità unitaria? No, non piu’. Questa divisione ci ha portati storicamente ad essere in balia di forze esterne europee e non.
La domanda chiave allora emerge chiara: siamo pronti a superare questa divisione rileggendo la nostra storia, non solo dalla parte dei vinti ma anche da quella dei perdenti di ogni epoca, con il fine unico ed ultimo di pervenire, alla fine di questo processo, a far emergere un’idea di Italia ed italianità di base condivisa e comune?
La contemporaneità, dopo la fine dell’era bipolare Usa-URSS ci ha già posto ai margini della storia presente e futura, dei fatti del -mondo nuovo-. Se non saremo capaci di darci un’identità chiara, netta, forte, inequivocabile e riconoscibile saremo destinati ad assumere i connotati di quello che nel secolo scorso veniva definito il terzo mondo.
Siamo disposti a rileggere la nostra storia ed alla fine superare senza negare o rinnegare le diverse esperienze, le diverse categorie nord-sud, sinistra-destra, laico e credente per giungere alla fine di questo processo alla costruzione di un concetto unitario su cui appoggiare la costruzione del nostro futuro?