sabato 9 ottobre 2010

informazione per i consumatori: la tracciabilità

Forse non tutti sanno che una normativa comunitaria del 1997 ha reso obbligatoria dal 2000 l’etichettatura delle carni bovine. La fine degli anni ’90 è stata caratterizzata, a livello europeo, da un’instabilità del mercato delle carni bovine e dei prodotti a base di queste carni, causata dalla diffusione dell'encefalopatia spongiforme bovina (BSE). L’Unione Europea ha puntato al miglioramento della trasparenza circa le condizioni di produzione e commercializzazione di tali prodotti, in particolare per quanto attiene alla rintracciabilità (possibilità di risalire dalla carne all’animale produttore). Per rafforzare la fiducia del consumatore nelle carni bovine ed evitare che lo stesso fosse ingannato, ha quindi sviluppato un sistema informativo mediante un'etichettatura adeguata e chiara del prodotto. Pertanto, da un lato ha istituito un sistema efficace di identificazione e di registrazione dei bovini nella fase della produzione, attraverso un marchio auricolare che l’animale tiene tutta la sua vita e, dall'altro, un sistema specifico di etichettatura delle carni. Nella grande distribuzione l’etichetta è ben visibile nelle carni confezionate con indicazione di dove l’animale è nato (Paese di origine), dove è stato allevato e dove è stato macellato. Il piccolo distributore non è esente da questo obbligo ma per non gravare troppo sui suoi costi fissi gli è permesso di adottare un altro sistema per garantire queste informazioni al consumatore, attraverso l’affissione di appositi cartelli, ben visibili all’interno del negozio . Pertanto, anche il macellaio “sotto casa” deve essere capace di dimostrarvi l’origine della bistecca che vi ha appena tagliato e non pensate che solo perché “è piccolo” sia per forza “genuino”.