mercoledì 27 ottobre 2010

COME DICE SILVIO? "COMUNISTII!" As Says Italian Prime Minister...? Comunist!

Gorbaciov avverte gli Stati Uniti:
«La Nato deve ritirarsi da Kabul
o si rischierà un nuovo Vietnam».
«Putin? Ostacolo alla democrazia»
«È impossibile vincere in Afghanistan». A lanciare l’avvertimento per un possibile «nuovo Vietnam» è stato l’ex presidente sovietico Mikhail Gorbaciov, che 20 anni fa ritirò le sue truppe dall’Afghanistan dopo 10 anni di guerra e ora suggerisce al presidente americano di prendere la stessa decisione . «La vittoria è impossibile in Afghanistan. Obama fa bene a voler ritirare le truppe», ha spiegato Gorbaciov in un’intervista alla Bbc.
Prima di ritirare le truppe sovietiche nell 1989, ha ricordato, si era raggiunto un accordo con Iran, India, Pakistan e gli Stati Uniti. «Speravamo che gli Stati Uniti avrebbero rispettato i patti per un Afghanistan neutrale, democratico, in buoni rapporti con i vicini, l’Urss e gli Stati Uniti. Gli americani dicevano di sostenerlo, ma allo stesso tempo addestravano i militanti, gli stessi che oggi terrorizzano l’Afghanistan e sempre più il Pakistan». Proprio per questo, argomenta l’ex leader del Cremlino, sarà difficile per gli Stati Uniti uscire da questa situazione. «Ma quale potrebbe essere l’alternativa: un altro Vietnam? Mandare mezzo milione di truppe? Non funzionerà». A suo parere, la miglior cosa che possa fare la Nato è aiutare il Paese a rimettersi in piedi e a ricostruire le infrastrutture.
Gorbaciov ha inoltre lanciato dalle pagine del New York Times i suoi strali contro il premier russo Vladimir Putin accusandolo di essere antidemocratico e di aver soffocato l’opposizione. Putin «pensa che la democrazia lo intralci» dichiara il premio Nobel per la pace, notissimo all’estero ma poco amato in patria, in un’intervista per i suoi 80 anni. Sia Putin sia il presidente Dmitri Medvedev «temo siano stati condizionati dall’idea che questo paese ingestibile abbia bisogno di autoritarismo. Pensano di non poterne fare a meno» dice il vecchio leader. Secondo Gorbaciov il partito di Putin, "Russia unita", «é una brutta copia del partito comunista sovietico», i cui funzionari lavorano solo per restare al potere e non vogliono coinvolgere i cittadini nella vita pubblica. Gorbaciov se la prende in particolare con la decisione di Putin, da presidente nel 2004, di abolire le elezioni per i governatori regionali e i sindaci di Mosca e San Pietroburgo, che da allora sono nominati dal Cremlino. «La democrazia comincia con le elezioni - ha dichiarato - Elezioni, responsabilità e turnover».
Cauta la replica del portavoce di Putin, Dmitri Peskov, interpellato dal quotidiano Usa. «Nutriamo il più profondo rispetto per Mikhail Gorbaciov e certamente rispettiamo il suo punto di vista. Questo non vuol dire che concordiamo con lui» ha detto Peskov. Secondo il portavoce del premier «nè Russia unita nè Putin in persona possono essere ritenuti responsabili dell’incapacità di altri partiti di produrre qualcosa di promettente per il paese». Ma, ha aggiunto Gorbaciov, «per chi vuole cambiare il paese e far avanzare i processi democratici, è necessaria la partecipazione popolare. È necessario avere partiti, ma provate a registrare un partito!».
La Stampa 27/10/2010
AS SAYS SILVIO? "COMUNISTII!"
Gorbachev warns the United States:
«NATO must retreat from Kabul
or risk a new Viet Nam».
«Putin? Obstacle to democracy» «can't win in Afghanistan '. To launch the warning for a possible ' new Viet Nam» was the former Soviet President Mikhail Gorbachev, that 20 years ago withdrew its troops from Afghanistan after 10 years of war and now suggests the American President to take the same decision. «Victory is impossible in Afghanistan. Obama does well to want to withdraw troops ' explained Gorbachev in an interview to the Bbc.
Before withdrawing the Soviet troops in 1989, he recalled, had reached an agreement with Iran, India, Pakistan and the United States. «We hoped that the United States would have respected the pacts for a democratic Afghanistan, neutral, good relations with its neighbours, the USSR and the United States. Americans used to say to support it, but at the same time they trained militants, the same people who today terrorise the increasingly Afghanistan and Pakistan. ' Precisely for this reason, argues the former leader of the Kremlin, it will be difficult for the United States out of this situation. «But what would be the alternative: another Viet Nam? Send half a million troops? It won't work. ' In his opinion, the best thing that can make NATO is helping the country get back on their feet and rebuild infrastructure.
Gorbachev has also launched from the pages of the New York Times its firing accusations against the Russian premier Vladimir Putin accusing him of being undemocratic and suffocated the opposition. Putin ' thinks that democracy the hindrance» declares the Nobel Peace Prize, well-known abroad but little loved at home, in an interview for its 80 years. Both Putin and President Dmitri Medvedev ' I fear have been conditioned by the idea that this country unmanageable needs authoritarianism. Think they couldn't do without» says the old leader. According to Putin's Party Gorbachev, "United Russia", "is a bad copy of Soviet Communist Party», whose officials are working only for stay in power and don't want to engage citizens in public life. Gorbachev in particular umbrage with the decision by President Putin, in 2004, to abolish elections for regional governors and mayors of Moscow and St Petersburg, which since then are appointed by the Kremlin. «Democracy begins with elections-said-elections, responsibility and turnover '.
Cautious replication of Putin's spokesman, Dmitry Peskov, approached by the USA. «We have the deepest respect to Mikhail Gorbachev and certainly respect his views. This isn't to say that we agree with him "said Peskov. According to the spokesman of premier ' neither Russia nor Putin together in person may be held liable for the inability of other parties to produce something promising in the country '. But he added Gorbachev, "for those who want to change the country and advance democratic processes, popular participation is required. You must have parties, but try to register a party!».
La Stampa 27/10/2010