venerdì 29 ottobre 2010

Avvertimenti dei narcos video


I cartelli su Internet documentano le loro azioni. Filmati girati da vigilantes e militari imitano quello dei qaedisti
http://www.corriere.it/Media/Foto/2010/10/28/z_b1--180x140.jpg

WASHINGTON – L'ultimo video è comparso su Youtube pochi giorni fa. Mostra un ostaggio tenuto sotto la minaccia delle armi da alcuni uomini in divisa e mascherati. L’uomo è il fratello di Patricia Gonzalez, ex procuratore della repubblica a Chihuahua (Messico): nel video racconta dei legami di sua sorella con “La Linea”, braccio armato del cartello di Juarez. Accuse respinte da Patricia Gonzalez che grida al complotto “organizzato da poliziotti”.
RIVELAZIONI - Una settimana prima altro video. Un "prigionieri" rivela che la scomparsa di una ventina di turisti ad Acapulco è da attribuire ad una gang composta da agenti e criminali. Il web e Youtube sono pieni di filmati girati da narcos, vigilantes, militari e banditi. Alcuni possono essere dei falsi, ma altri – purtroppo – sono veri. Infatti, spesso gli autori fanno ritrovare i corpi senza vita dei protagonisti dei video.
DOCUMENTO - L’11 ottobre, in calle Montemayor a Ciudad Juarez, la polizia ha recuperato il cadavere di Gabriela Galvan. Nove giorni dopo è apparso su Youtube una registrazione, lunga nove minuti e sei secondi, dove la donna confessa di essere coinvolta in estorsioni per conto della Linea. Imitando i gruppi qaedisti – alcune immagini somigliano a quelle dei militanti in Iraq -, i cartelli usano Internet per documentare le loro azioni. Filmati spesso accompagnati da brani di narcocorridos, uno stile musicale popolare nel nord del paese. Il tema dei video è quasi sempre lo stesso: provare la collusione tra apparati dello stato e l’organizzazione rivale.
MINACCE WEB - Diffondendo i video, i narcos perseguono diversi obiettivi. Creano un canale di comunicazione alternativo, alimentando anche il gran numero di siti che “coprono” la faida. Minacciano gli avversari smascherando network e complicità. Seminano dubbi in una popolazione ferita e stanca: il cittadino crederà alle fonti ufficiali o a quello che rilanciano i criminali? Dimostrano di essere in controllo: lo prova il video di un commando che sistema uno striscione lungo una via trafficata. Infine, indeboliscono le autorità. Sperando di prendere il sopravvento.
EROINA - In questi ultimi mesi i cartelli si sono resi responsabili di stragi indiscriminate. Come quella avvenuta nel pomeriggio di ieri a Tepic (stato di Nayarit): 15 persone che lavoravano in un autolavaggio sono state freddate a colpi di mitra. Sembra che buona parte delle vittime frequentasse un centro di riabilitazione per tossicodipendenti. Nella regione di Tepic viene prodotta un'eroina speciale poi venduta sul mercato americano da spacciatori provenienti da questa cittadina. Il massacro segue altri due attacchi simili, nell’arco di 72 ore, avvenuti a Ciudad Juarez e Tijuana.
VENEDETTA - Lo stesso presidente Felipe Calderon ha ammesso di non comprendere il movente di questi assalti che non paiono collegati: «Sono persone fuore di testa», ha affermato. Gli investigatori, invece, ipotizzano che i cartelli si stiano contendendo la “gestione” dei tossicodipendenti e puniscono coloro che si riforniscono dai rivali. Per il massacro di Tijuana, però, c’è un secondo scenario. Agghiacciante. Una vendetta dei narcos dopo il sequestro da parte della polizia di 134 tonnellate di marijuana. Inserendosi nelle comunicazioni radio della polizia, i criminali hanno avvertito: «Questo è solo l’inizio. Uccideremo 135 persone per compensare le 134 tonnellate perse».