martedì 14 dicembre 2010

La sfida italiana

Eccomi ancora qui, dopo un breve periodo di forzata inattività, alla ricerca di quelle domande che possono aiutarci alla comprensione del perché siamo a questo punto. In questa ricerca sono consapevole di essere guidato ed aiutato dal mio essere una persona semplice nel senso di essere alieno da condizionamenti se non quelli inconsci derivanti dall’educazione  ricevuta.
In questa ricerca la questione fondamentale è: esiste una domanda -Prima- ? Forse si: chi è l’italiano? E la risposta è che l’italiano è -troppa roba- frutto di troppa storia. Penso allora che proprio questo è il punto di partenza: noi siamo troppa roba tutta insieme e questo ci ha diviso per troppo tempo soprattutto grazie a chi su questo ha sempre speculato strumentalmente per propri fini di cortile.
Dopo la caduta dell’Impero Romano siamo mai stati un’entità unitaria? No, non piu’. Questa divisione ci ha portati storicamente ad essere in balia di forze esterne europee e non.
La domanda chiave allora emerge chiara: siamo pronti a superare questa divisione rileggendo la nostra storia, non solo dalla parte dei vinti ma anche da quella dei perdenti di ogni epoca, con il fine unico ed ultimo di pervenire, alla fine di questo processo, a far emergere un’idea di Italia ed italianità di base condivisa e comune?
La contemporaneità, dopo la fine dell’era bipolare Usa-URSS ci ha già posto ai margini della storia presente e futura, dei fatti del -mondo nuovo-. Se non saremo capaci di darci un’identità chiara, netta, forte, inequivocabile e riconoscibile saremo destinati ad assumere i connotati di quello che nel secolo scorso veniva definito il terzo mondo.
Siamo disposti a rileggere la nostra storia ed alla fine superare senza negare o rinnegare le diverse esperienze, le diverse categorie nord-sud, sinistra-destra, laico e credente per giungere alla fine di questo processo alla costruzione di un concetto unitario su cui appoggiare la costruzione del nostro futuro?



mercoledì 17 novembre 2010

The controversy triggered by performance of the italian writer Saviano

Antonio de bonis


The controversy triggered by performance-NEWS TV writer Saviano suggest me some lines about what just CRIME and, its obvious and disarming essence.
The criminal events over a territory are physiological in the presence of a human agglomeration. The consideration that none of the existing large mafia-type criminal organizations operating in the world (the Japanese Yakuza, the Chinese Triads, the Maffy Turkish, Sicilian Cosa Nostra and the American Cosa Nostra, the Neapolitan Camorra and the Calabrian 'Ndrangheta ... the list could continue ...) has been eradicated, should lead to some thoughts of sociological, political and pragmatico.Non ho, here the ambition to deepen the approach with individual aspects and the scientific method but I just simple considerations. From the point of view of society and ethics of human behavior, it is clear that crime responds to the needs that the social context considers ethically objectionable and therefore be prohibited, such as prostitution, gambling, drugs, and today violation of the copyright in all its forms. It seems clear then that the forms of governance have a role, regardless of the policy-maker, be it autocratic or democratic.

The crime works in close relationship with its territory. Binding is much stronger and this report, the more crime will become, over time, organized forms. It 'clear that the crime can permeate an area only if the state gives, for various reasons, to fully exercise its powers by allowing crime to flourish. It triggers a process that starts with the simple disconsolately clear denial of the phenomenon to pass it, if relativization to folclorizzazione (eg. The chief of chiefs, TV drama about the events of so-called Corleone, but also, as in these days ... he Saviano fact proposing that way-the-ritual forms of affiliation).

The crime is organized in a more advanced when it can control the territory, access to trade routes and a permeate was inefficient or conniving. Organized crime will continue to write, but I think that the first and essential assumption is that it is an economic phenomenon, even before human beings. Speaking of the mafia, "said Giovanni Falcone, who is a human phenomenon destined to end sooner or later. I, with regret, to go further, I'd say this is part of the truth as it will certainly end, but only a certain Mafia, the dominant in a particular historical period such as the period of the Sicilian Cosa Nostra in the hands of the Corleone;. However, the economic nature and essence of a criminal organization, as the story is there to teach us and warn us - will inexorably alter the characters adapt to external contingencies in regenerating new forms of crime albeit with connotations attached to their tradition. Crime is primarily business, the rest is instrumental to this end. This is the obvious starting point from which you should not matter when talking about organized crime.

Lo scontro maroni-saviano

Di antonio de bonis

Le attualissime polemiche innescate dalla performance televisiva dello scrittore Saviano mi suggeriscono alcune righe su quello che la CRIMINALITÀ semplicemente E’, sulla sua evidente e disarmante essenza.

Le manifestazioni criminali su di un territorio sono fisiologiche alla presenza di un agglomerato umano. La considerazione che nessuna delle attuali grandi organizzazioni criminali di tipo mafioso operanti a livello mondiale (la Yakuza giapponese, le Triadi cinesi, la Maffya Turca, Cosa Nostra Siciliana e Cosa Nostra Americana, la Camorra napoletana e la ‘ndrangheta calabrese…l’elenco potrebbe continuare…) sia stata debellata, dovrebbe indurre ad alcune riflessioni di carattere sociologico, politico e pragmatico.Non ho, in questa sede l’ambizione di approfondire i singoli aspetti con approccio e metodo scientifico ma mi limito a semplici considerazioni. Dal punto di vista della società e dell’etica dei comportamenti umani, appare evidente che la criminalità risponde a dei bisogni che il contesto sociale ritiene eticamente censurabili e quindi da vietare, come la prostituzione, il gioco d’azzardo, le droghe e oggi la violazione al diritto d’autore in tutte le sue forme. Appare allora evidente che le forme di governance  hanno un ruolo decisivo, indipendentemente dal decisore politico, sia esso autocratico o democratico.
La criminalità opera in stretta relazione con il proprio territorio. Tanto più forte e vincolante è questa relazione, tanto più la criminalità assumerà, nel tempo, forme organizzate. E’ chiaro che la criminalità riesce a permeare un territorio solo se lo Stato rinuncia, per vari motivi ad esercitare appieno le proprie prerogative consentendo alla criminalità di svilupparsi. Si innesca un processo sconsolatamente evidente che parte dalla semplice negazione del fenomeno per passare, eventualmente, alla   relativizzazione fino alla folclorizzazione (ad. es. Il capo dei Capi, fiction televisiva sulle vicende dei c.d. corleonesi, ma anche, come in questi giorni…ha fatto Saviano riproponendo -in quel modo- le forme rituali di affiliazione).
La criminalità si organizza in forme più evolute quando riesce a controllare il territorio, ad accedere alle rotte commerciali e a permeare  uno stato inefficiente o connivente. Della criminalità organizzata si continuerà a scrivere; tuttavia ritengo che il primo e imprescindibile assunto sia quello che si tratta di un fenomeno economico ancor prima che umano. Parlando di mafia, diceva Giovanni Falcone, che si tratta di un fenomeno umano destinato prima o poi a finire. Io, con rammarico, spingendomi oltre ,direi che questa è una parte della verità poiché avrà certo fine ma solo un determinato fenomeno mafioso, quello egemone in un determinato periodo storico ad esempio il periodo di Cosa Nostra Siciliana in mano ai corleonesi;. Tuttavia la natura ed essenza economica di una organizzazione criminale –come la storia è li ad insegnarci ed ammonirci – provvederà inesorabilmente a modificarne i caratteri adattandosi alle contingenze esterne rigenerandosi in nuove forme criminali seppur con connotati legati alle tradizioni. La criminalità è innanzi tutto affari, il resto è solo strumentale a questo fine. Questo è il banale punto di partenza dal quale non si deve prescindere nel parlare di criminalità organizzata.

martedì 16 novembre 2010

Escalada de la sangre en México

di antonio de bonis

 
México está experimentando en esta etapa de su historia, el desarrollo de un proceso de asignación de parte de la soberanía entre el gobierno central y el crimen organizado.Los recientes actos de violencia debe ser vista también en una guerra de posiciones entre la parte numerosos y agresivos de la dinámica de las organizaciones criminales mexicanas vinculadas al tráfico de drogas a los Estados Unidos y Europa Continental.Esta guerra tiene su origen en la pérdida del papel hegemónico de los carteles colombianos de Medellín y Cali, los traficantes de drogas. En la última década, las autoridades de la República de Colombia, también debido a la presión ejercida por la comunidad internacional han desmantelado estas dos poderosas organizaciones que participan en la gestión del mundo de la cocaína producida en el área andina.Este éxito efímero alcanzado por las autoridades colombianas ha llevado a un vacío de poder momentáneo que, como la historia y la experiencia de enseñar, por supuesto, se introdujo en una lógica del mercado.De hecho, dada la debilidad de las organizaciones criminales colombianas reducir el vacío de poder fue llenado rápidamente por los de México, ya está bien estructurado y eficiente.Las organizaciones criminales mexicanas que operan en el mercado de tráfico ilícito de drogas durante décadas, pero relegados a la gestión, con carácter subsidiario, las actividades relacionadas con el transporte y traslado de la cocaína producida en Colombia, principalmente a América del Norte.Este nuevo papel de las organizaciones criminales internacionales en México no se puede separar del control del territorio que es de primordial importancia para los objetivos de un nivel de organización criminal. Reclamar un pedazo de tierra significa tomar un papel específico en la gestión de las relaciones sociales que se generan por el mismo y, sobre todo, el que tiene el Estado soberano. De hecho, es el ejercicio de una porción de la soberanía que el Estado da incluso en contra de su voluntad. De ello se deduce que la evaluación del grado de soberanía pueden ser transferidos a determinar la verdadera sustancia del Estado.La geografía de México se presta naturalmente a la dinámica de participación en el tráfico de drogas a los mercados mundiales. La posición de la bisagra entre las dos Américas y el puente con el continente africano y determinar la importancia estratégica en las rutas de tráfico y, a continuación, no es sorprendente que las organizaciones criminales mexicanas de control de las fronteras, tanto terrestres como marinas, reunidos en cuatro grandes federaciones.Como se mencionó, esta guerra, librada entre las organizaciones criminales diversas y entre los que el gobierno federal central, tiene su foco principal en el control del territorio. La búsqueda de ese control es esencial para ejercer el poder de gestión del tráfico de la cocaína producida en los países andinos y directo a los mercados de consumo. Los sangrientos acontecimientos recientes se determinaron intento por parte del gobierno federal del presidente Felipe Calderón de ejercer sus prerrogativas.Estas guerras por el control del territorio son de tal importancia para los actores que a menudo se resuelven mediante un pacto de no agresión para todos. Este resultado es el de mayor difusión sanción moral ". Las organizaciones criminales tienen la apariencia de la mafia sólo cuando llegan a fin de controlar su propio territorio con el que desarrollar una relación simbiótica. Los mexicanos en esta etapa la lucha contra el gobierno central sólo si y cuando se está interfiriendo en su proceso de penetración del territorio. Que las organizaciones criminales no es nunca un complot subversivo en el sentido estricto, ya que la necesidad del Estado y condujo a sus reglas. El Estado, la mano derecha, está obligado, por definición, para hacer frente a esta penetración, pero no siempre hay que llegar, sino todo lo contrario. En este último caso se crea una situación de compromiso que cada vez más "a menudo es demostrado por el análisis de muchos países alrededor del mundo.El gobierno federal de Felipe Calderón tiene dos maneras de lidiar con el papel de los indígenas organizados en posición vertical la delincuencia: el contraste directo con las fuerzas convencionales, policías y militares, y los canales diplomáticos poner presión directa en los Estados Unidos de América como el mayor mercado medicamentos de destino.En el primer caso, los esfuerzos de aplicación de la ley son a menudo frustrado por el enorme grado de corrupción de funcionarios administrativos locales en el pago de la delincuencia organizada. En el frente diplomático lleva mucho tiempo y una voluntad de participar en interlocutor político caros y prescindibles en la letra pequeña de vista electoral, la reducción de la demanda.Los carteles de la droga pueden contar con un vínculo muy fuerte con la tierra que se origina en el papel linfáticos y la filial que ha jugado y jugará contra la población. Las unidades administrativas locales son casi exclusivamente reservadas a las diversas organizaciones delictivas vinculadas a esa área. El ejercicio de su jurisdicción respecto de los administradores corruptos locales se sienten frustrados por la intervención de la droga los cárteles de las acciones armadas contra la policía federal y el ejército.Cada vez, en esta coyuntura, el Estado de México intentará ninguna acción para contener el poder local de las organizaciones criminales con la afirmación de este último de los casos, la sangre a seguir para el territorio. América, por su parte, pero sobre todo los estados del sur de vecinos, tratan de aplicar políticas para contener el fenómeno a través de nuevas leyes de inmigración restrictivas, seguramente pagando en términos de elecciones consentimiento.En este contexto, las organizaciones criminales siguen a unir sus fuerzas en los conflictos armados con el poder central y, al mismo tiempo, de buscar un equilibrio en la gestión de sus intereses económicos vinculados con el narcotráfico.

Messico and world drug excalation

 di antonio de bonis
Mexico is experiencing at this stage of its history the unfolding of a process of allocation of part of sovereignty between the central government and organized crime.The recent acts of violence must be seen also in a war of position between the numerous and aggressive part of the dynamics of Mexican criminal organizations linked to drug trafficking to the United States and Continental Europe.This war has its origin in the loss of the hegemonic role of the Colombian cartels of Medellin and Cali drug traffickers. Over the last decade, the authorities of the Republic of Colombia, also due to the pressure exerted by the international community have dismantled these two powerful organizations involved in managing the world of the cocaine produced in the Andean area.This ephemeral success achieved by the Colombian authorities has led to a momentary power vacuum which, as history and experience teach, of course, was filled in a logic of the market.In fact, given the weakness of the Colombian criminal organizations lower the power vacuum was quickly filled by those of Mexico, already well structured and efficient.Mexican criminal organizations operating on the market of illegal drug trafficking for decades, but relegated to the management, in the alternative, the activities related to transport and transfer of the cocaine produced in Colombia, mainly to North America.This new role on the international criminal organizations in Mexico can not be separated from control of the territory that is of primary importance to the objectives of a criminal organization level. Claim a piece of land means taking a specific role in the management of social relations that are generated by it and, above all, the one with the sovereign state. It is in fact to exercise a portion of sovereignty which the state gives even against his will. It follows that the assessment of the degree of sovereignty can be transferred to determine the real substance of the State.The geography of Mexico lends itself naturally to the dynamics of involvement in drug trafficking to the world markets. The position of the hinge between the two Americas and the bridge to the African continent and determine the strategic importance in trafficking routes and then, not surprisingly, the Mexican criminal organizations control the borders, both land and sea, meeting in four large federations.As mentioned, this war, fought between the various criminal organizations and between those with the central federal government, has its main focus in the control of the territory. The search for such control is essential to exercise the power of traffic management of the cocaine produced in the Andean countries and direct to consumer markets. The recent bloody events were determined attempt by the federal government of President Felipe Calderon to exercise their prerogatives.These wars for control of the territory are of such importance to the actors who often are resolved by a non-aggression pact for everyone. This result is the most morally sanctioned 'spread. Criminal organizations have the appearance of mafia only when they arrive in order to control its own territory with which to develop a symbiotic relationship. Those Mexican at this stage fighting the central government only if and when it is interfering in their process of penetration of the territory. That criminal organizations is never a subversive plot in the strict sense because they need the state and led to its rules. The State, the right hand, is obliged, by definition, to deal with this penetration, but not always need to get there, quite the contrary. In the latter case it creates a situation of compromise that more and more 'is often demonstrated by the analysis of many countries around the world.The federal government of Felipe Calderon has two ways to cope with the role of organized crime upright native: direct contrast with conventional forces, police and military, and diplomatic channels putting direct pressure on the United States of America as the largest market target drugs.In the first case, law enforcement efforts are often thwarted by the huge degree of corruption of local administrative officials in the pay of organized crime. On the diplomatic front takes a long time and a willingness to engage in political interlocutor expensive and expendable by little electoral point of view, demand reduction.The drug cartels can count on a very strong bond with the land which originates in the lymph and subsidiary role they have played and will play against the population. The local administrative units are almost exclusively the preserve of the various criminal organizations linked to that area. The exercise of its jurisdiction over corrupt local administrators are frustrated by the intervention by the drug cartels armed actions against the federal police and army.Each time, at this juncture, Mexico State will attempt any action to contain the local power of criminal organizations with the latter claim, the blood its role for the territory. America for its part, but also the neighboring southern states, will seek to implement policies to contain the problem through new restrictive immigration laws, surely paying in terms of electoral support.In this context, criminal organizations continue to join forces in armed conflict to the central power and, simultaneously, to seek a balance in the management of their economic interests linked to drug trafficking.

escalation di sangue in Messico

di antonio de bonis

Il Messico sta sperimentando in questa fase della sua storia lo svolgersi di un processo di attribuzione di una parte di sovranità tra lo Stato centrale e la criminalità organizzata.
I recenti fatti di sangue si inquadrano, inoltre, in una guerra di posizionamento tra le numerose ed agguerrite organizzazioni criminali messicane nell’ambito delle dinamiche legate al narcotraffico verso gli Stati Uniti e L’Europa continentale.
Questa guerra ha origine nella perdita del ruolo egemone dei cartelli dei narcos colombiani di Medellin e Cali. Nell’ultimo decennio, le autorità della Repubblica della Colombia, anche a seguito della pressione esercitata dalla comunità internazionale, hanno smantellato queste due potenti organizzazioni coinvolte nella gestione a livello mondiale della cocaina prodotta nell’area andina.
Questo effimero successo raggiunto dalle autorità colombiane ha determinato un momentaneo vuoto di potere che, come la storia e l’esperienza insegnano, è stato naturalmente colmato in una logica di funzionamento del mercato.
Infatti, vista la debolezza delle minori organizzazioni criminali colombiane il vuoto di potere è stato rapidamente colmato da quelle messicane, già ben strutturate ed efficenti.
Le organizzazioni criminali messicane operavano sul mercato illegale del traffico di droga da decenni ma relegate alla gestione, in subordine, delle attività connesse al trasporto e trasferimento della cocaina prodotta prevalentemente in Colombia verso il Nord America.
Questo nuovo ruolo a livello internazionale delle organizzazioni criminali messicane non può prescindere dal controllo del territorio che è un degli obiettivi di importanza primaria per un’organizzazione criminale di livello. Controllare una porzione di territorio significa assumere uno specifico ruolo nella gestione dei rapporti sociali che da esso sono generati e, in primis, quello con lo Stato sovrano. Si tratta in effetti di esercitare una porzione di sovranità a cui lo Stato rinuncia quand’anche suo malgrado. Ne consegue che dalla valutazione del grado di sovranità ceduta si può determinare la reale consistenza dello Stato medesimo.
La conformazione geografica del Messico si presta per natura al coinvolgimento nelle dinamiche del narcotraffico verso i mercati mondiali. La posizione di cerniera tra le due Americhe e quella di ponte verso il continente europeo ed africano ne determinano l’importanza strategica nelle rotte del narcotraffico quindi, non a caso, le organizzazioni criminali messicane controllano le frontiere, sia terrestri che marittime, riunendosi in quattro grandi federazioni. 
Come accennato, questa guerra, combattuta tra le diverse organizzazioni criminali e tra quest’ultime con il governo centrale federale, ha il suo focus principale nel controllo del territorio. La ricerca di questo controllo è fondamentale per esercitare il potere di gestione del traffico della cocaina prodotta nei paesi andini e diretta verso i mercati di consumo. I recenti fatti di sangue sono stati determinati dal tentativo del governo federale del presidente Felipe Calderon di esercitare le proprie prerogative. 
Queste guerre per il controllo del territorio sono di una tale importanza per gli attori coinvolti che spesso si risolvono con un patto di non belligeranza conveniente per tutti. Questo risultato moralmente sanzionabile è il piu’ diffuso. Le organizzazioni criminali assumono il carattere di mafiosità solo quando giungono a poter controllare un proprio territorio con cui intessono un rapporto simbiotico. Quelle messicane in questa fase combattono lo Stato centrale solo se e quando quest’ultimo si intromette nel loro processo di penetrazione del territorio. Quello delle organizzazioni criminali non è mai un progetto eversivo in senso stretto poiché esse hanno bisogno dello Stato e del suo portato di regole. Lo Stato, dal canto proprio, ha l’obbligo, per definizione, di fronteggiarne questa penetrazione ma non sempre ne ha la necessità, anzi al contrario. In quest’ultimo caso si realizza una situazione di compromesso che sempre piu’ spesso è testimoniata dall’analisi di molti Stati in giro per il mondo.
Il governo federale di Felipe Calderon ha due strumenti per fare fronte al montante ruolo delle organizzazioni criminali autoctone: il contrasto diretto con le forze convenzionali, polizia ed esercito, o la via diplomatica esercitando una pressione diretta sugli Stati Uniti d’America in quanto principale mercato di destinazione degli stupefacenti.
Nel primo caso l’azione di contrasto viene spesso vanificata dall’enorme grado di corruzione dei funzionari amministrativi locali al soldo della criminalità organizzata. Il fronte diplomatico richiede tempi lunghi e la volontà dell’interlocutore di impegnarsi in politiche costose e poco spendibili dal punto di vista elettorale, di riduzione della domanda.
I cartelli della droga possono contare su di un legame con il territorio molto forte che trova origine e linfa nel ruolo sussidiario che essi hanno svolto e svolgono nei confronti della popolazione. Le unità amministrative locali sono quasi esclusivamente appannaggio delle diverse organizzazioni criminali legate a quel territorio. L’esercizio della propria giurisdizione nei confronti degli amministratori locali corrotti viene vanificato dall’intervento armato operato dai cartelli della droga nei confronti della polizia federale e dell’esercito.
Ogni qualvolta, in questo frangente, in Messico lo Stato tenterà una qualsiasi azione di contenimento del potere locale delle organizzazioni criminali quest’ultime rivendicheranno con il sangue il proprio ruolo di dominio del territorio. L’America dal canto suo, ma soprattutto gli stati meridionali confinanti, cercheranno di attuare politiche di contenimento del fenomeno attraverso nuove restrittive leggi sull’immigrazione, sicuramente paganti in termini di consenso elettorale.
In questo contesto le organizzazioni criminali continueranno a fare fronte comune nel contrasto armato al potere centrale e, nel contempo, a ricercare un punto di equilibrio nella gestione dei rispettivi interessi economici legati al narcotraffico.


sabato 6 novembre 2010

Il Latte -disinformazione-

Riportiamo il testo di un articolo che giro sui maggiori social network diffondendo -attraverso l'effetto moltiplicazione- mediato dalla rete una notizia assolutamente falsa. Successivamente tenteremo un'analisi oggettiva dell'articolo al fine di evidenziare la tecnica di disinformazione impiegata e come tentare di difendersi da questo tipo di terrorismo psicologico.

Per chi beve latte
“…Il latte scaduto non venduto viene mandato di nuovo al produttore che PER LEGGE può effettuare di nuovo il processo di pastorizzazione a 190 gradi e rimetterlo sul mercato. Questo processo PER LEGGE può essere effettuato fino a 5 VOLTE.Il produttore è obbligato a indicare quante volte è stato effettuato il processo, e in effetti lo indica, ma a modo tutto suo, nel senso che chi si è mai accorto che il latte che sta bevendo è scaduto e ribollito chissà quante volte?Il segreto è guardare sotto il tetrabrick e osservare i numerini Ci sono dei numeri 12345. Il numero che manca indica quante volte è scaduto e poi ribollito il latte. ES: 12 45 manca il “tre”: scaduto e ribollito 3 volte. Ma non finisce qui, perché in uno scatolo da 12 buste ci saranno alcune buste dove manca il numero e altre dove ci saranno tutti i numeri. Attenzione tutto lo scatolone avrà ricevuto questo trattamento. In questo modo le aziende si arricchiscono, riciclando di fatto il latte scaduto, e chi ne paga le conseguenze siamo noi che di fatto  beviamo acqua sporca…”
“…il ruolo di sbarramento che svolge l'artiglieria nella preparazione dell'attacco della fanteria in futuro sarà assunto dalla propaganda rivoluzionaria. Si tratta di spezzare psicologicamente il nemico prima che le truppe comincino ad entrare in azione…” Hitler nel Mein Kampf.

Tre potenti forze si aggirano oggi nei campi mediatici globali: la propaganda, la persuasione e la disinformazione.
Succintamente:
La propaganda è l’insieme dei metodi utilizzati allo scopo di rendere partecipi attivamente o passivamente alla propria azione, un gruppo di individui attraverso manipolazioni psicologiche.
La persuasione, è lo strumento principale di cui dispone la propaganda; si pensi alla pubblicità che è una modalità della comunicazione.
La Disinformazione utilizza tutti gli elementi del sistema comunicativo compreso il contesto in cui deve avvenire l'interazione:
Canale di comunicazione
Emittente ----------------------Ricevente
Messaggio
La persuasione predilige il contenuto e la forma del Messaggio mentre la propaganda lavora anche sul Canale di comunicazione, ovvero sul modo in cui questo messaggio dovrà  arrivare al Ricevente. Tutte queste forze operano attraverso la mistificazione della realtà attraverso diverse forme d’inganno. Nella seconda metà dello scorso secolo sono stati avviati studi sistematici finalizzati all’elaborazione di teorie dell’inganno basate sulle diverse componenti ed affondano le proprie radici nelle teorie dei sistemi e nelle tecniche dell’organizzazione. Queste teorie classificano gli inganni entro due classi di opposizioni:

DISSIMULAZIONE        SIMULAZIONE 
(Nascondere il reale)        (Esibire il falso)

Per quanto nello specifico concerne l’articolo oggetto del nostro commento, la tecnica usata è quella del FARE APPELLO ALLA PAURA: si produce un effetto di paura generato da un’informazione incompleta partendo da un’affermazione in rapporto diretto con la tesi esposta.
Lo schema adottato è il seguente:
  • 1.       A viene presentato con l’intenzione di suscitare paura.
  • 2.       Quindi B è vero.

Da queste tecniche di disinformazione i si può difendere semplimente riflettendo e ricercando le fonti. 
Francesca ci aiuta a diradare -con dati oggettivi- la confusione indotta dall'articolo guidandoci attraverso il sistema normativo che regola la materia.

E’ importante chiarire che il latte fresco rientra nelle disposizioni della Legge 169/89 la quale ammette un unico trattamento termico di pastorizzazione a 72°C per 15 secondi massimo entro le 48 ore dalla mungitura. Inoltre, la legge stabilisce che il latte fresco deve contenere almeno il 14% di siero proteine solubili non denaturate, valore che può essere rispettato solo effettuando un’unica pastorizzazione. Nessun processo (neanche la sterilizzazione- UHT per il latte a lunga conservazione) permette il trattamento del latte a 190°C (come indica falsamente l’articolo pubblicato) perché a questa temperatura il lattosio (lo zucchero del latte) andrebbe incontro alla caramellizzazione ed il latte diventerebbe marrone. Il latte scaduto e non venduto viene considerato inidoneo all’alimentazione umana e può entrare nel processo di produzione di alimenti zootecnici nell’ambito di applicazione del Regolamento CE 1774/02 ma a quel punto non viene rispastorizzato.
I numeri riportati sul fondo delle confezioni in brik sono semplicemente dei codici di tracciabilità dell’imballaggio e non certo il numero dei trattamenti subiti dal latte!!!!!



giovedì 4 novembre 2010

Chapo y Slim, en lista de poderosos de Forbes

El narcotraficante y el empresario son los únicos mexicanos en la lista de los más poderosos del planeta publicada por la revista

CAPO PODEROSO. Guzmán Loera apareció anteriormente en el lugar 937 de la lista de los más ricos del Mundo para Forbes, con mil millones de dólares (Foto: Especial )
Ciudad de México | Jueves 04 de noviembre de 2010 El Universal

El mexicano Carlos Slim y el narcotraficante Joaquín Guzmán Loera "El Chapo" están considerados por la revista Forbes en su listado de las personas más poderosas del Mundo. De Guzmán Loera, quien aparece en el lugar 60, la publicación refiere que "lidera al cártel de Sinaloa, el abastecedor de cocaína más grande hacia los Estados Unidos". Slim, principal accionista de Grupo Carso, es el mexicano mejor sitiado en el listado, en el lugar número 21. El presidente de China, Hu Jintao, es la persona más poderosa del Mundo, de acuerdo con el listado de la revista publicado el miércoles. Hu Jintao desplazó a Barack Obama, presidente de los Estados Unidos, al segundo lugar. Obama apareció en el primer lugar el año pasado.  Para Forbes, Jintao merece el primer lugar por que "es el líder político del país más poblado de la Tierra; ejerce un poder dictatorial sobre mil 300 millones de personas, un quinto de la población del planeta."
"Hu puede construir ciudades, encarcelar disidentes y censurar Internet sin la intromisión de burócratas o cortes", apunta la revista. La lista incluye a 68 personajes de todo el mundo. Destacan el papa Benedicto XVI y el empresario Steve Jobs. En el top ten se encuentran Hu Jintao, Barack Obama, Abdullah bin Abdul Aziz al Saud, Vladimir Putin, el papa Benedicto XVI, Angela Merkel, David Cameron, Ben Bernanke, Sonia Gandhi y el dueño de Microsoft, Bill Gates.
También destaca la aparición de la recién electa presidenta de Brasil Dilma Rousseff, en el lugar 16 y Sebastián Piñera en el 51. Osama bin Laden, buscado por terrorismo por los Estados Unidos figura en el lugar 57 y Joseph Blatter, presidente de la FIFA en el 65.

martedì 2 novembre 2010

A comment on the October European Council results

During its first evening meeting, the October 28-29 European Council had already come to a result that few had expected: a unanimous agreement to a 'limited' Treaty reform in order to allow Germany to agree to a permanent crisis resolution mechanism (i.e. a permanent successor to the existing European Financial Stability Facility (EFSF)).

That all 27 members agreed on a limited change in the Treaty becomes less surprising if one considers what it is likely to imply, namely no change to the no bail out clause (Art. 125), but the simple addition of a few words to Art. 122 TFEU. This article reads at present:

Where a Member State is in difficulties or is seriously threatened with severe difficulties caused by natural disasters or exceptional occurrences beyond its control, the Council, on a proposal from the Commission, may grant, under certain conditions, Union financial assistance to the Member State concerned.
Adding a reference to financial stability in this article should be enough to satisfy the German Constitutional Court, and should provide a solid legal basis for the new permanent EFSF, which will probably not be expressly referred to in any Treaty changes.

This small change to Art. 122 would not create the 'perma-EFSF', but it would create a permanent legal basis on which a post-2013 EFSF could exist.  The perma-EFSF could then probably be created on an inter-governmental basis and might not involve the creation of a new institution, but rather an emergency financing mechanism run by the Council whose use would require unanimity, as in the existing EFSF.

Such a 'reform' of the Treaties would indeed be very limited; limited enough to allow for the use of the simplified Treaty revision procedure and to avoid the need for a referendum.  Including the EFSF in the Treaties would have been problematic as a new EU institution falls outside Part Three of the TFEU, which means the simplified revision procedure would then not have been available.

Ireland is on the verge of passing legislation through parliament that allows it to join the EFSF. If this can happen by parliamentary means on the basis of a eurozone inter-governmental agreement, a referendum should not be needed simply because the same mechanism is part of the treaties. In any case, the Irish Government will not agree to any reforms that require a referendum, as a referendum will fail. Remember the trigger for a referendum in Ireland is a change to the "essential scope and objectives" of the EU. Adding a reference to eurozone stability in 122 is not a change in scope or objectives, so the creation of a perma-EFSF seems to pass this test.

With this agreement for a 'limited' Treaty change, the way is now open for the work that really counts, namely agreeing on the details of the new permanent EFSF.  Given that only a little more than six weeks remain until the December European Council meeting, and given that in the end Germany's financial contribution will be essential, this implies that the new permanent EFSF will in all likelihood be a rather light structure, probably along the lines of the 'Berlin Club' now being mooted in German government circles.

venerdì 29 ottobre 2010

Avvertimenti dei narcos video


I cartelli su Internet documentano le loro azioni. Filmati girati da vigilantes e militari imitano quello dei qaedisti
http://www.corriere.it/Media/Foto/2010/10/28/z_b1--180x140.jpg

WASHINGTON – L'ultimo video è comparso su Youtube pochi giorni fa. Mostra un ostaggio tenuto sotto la minaccia delle armi da alcuni uomini in divisa e mascherati. L’uomo è il fratello di Patricia Gonzalez, ex procuratore della repubblica a Chihuahua (Messico): nel video racconta dei legami di sua sorella con “La Linea”, braccio armato del cartello di Juarez. Accuse respinte da Patricia Gonzalez che grida al complotto “organizzato da poliziotti”.
RIVELAZIONI - Una settimana prima altro video. Un "prigionieri" rivela che la scomparsa di una ventina di turisti ad Acapulco è da attribuire ad una gang composta da agenti e criminali. Il web e Youtube sono pieni di filmati girati da narcos, vigilantes, militari e banditi. Alcuni possono essere dei falsi, ma altri – purtroppo – sono veri. Infatti, spesso gli autori fanno ritrovare i corpi senza vita dei protagonisti dei video.
DOCUMENTO - L’11 ottobre, in calle Montemayor a Ciudad Juarez, la polizia ha recuperato il cadavere di Gabriela Galvan. Nove giorni dopo è apparso su Youtube una registrazione, lunga nove minuti e sei secondi, dove la donna confessa di essere coinvolta in estorsioni per conto della Linea. Imitando i gruppi qaedisti – alcune immagini somigliano a quelle dei militanti in Iraq -, i cartelli usano Internet per documentare le loro azioni. Filmati spesso accompagnati da brani di narcocorridos, uno stile musicale popolare nel nord del paese. Il tema dei video è quasi sempre lo stesso: provare la collusione tra apparati dello stato e l’organizzazione rivale.
MINACCE WEB - Diffondendo i video, i narcos perseguono diversi obiettivi. Creano un canale di comunicazione alternativo, alimentando anche il gran numero di siti che “coprono” la faida. Minacciano gli avversari smascherando network e complicità. Seminano dubbi in una popolazione ferita e stanca: il cittadino crederà alle fonti ufficiali o a quello che rilanciano i criminali? Dimostrano di essere in controllo: lo prova il video di un commando che sistema uno striscione lungo una via trafficata. Infine, indeboliscono le autorità. Sperando di prendere il sopravvento.
EROINA - In questi ultimi mesi i cartelli si sono resi responsabili di stragi indiscriminate. Come quella avvenuta nel pomeriggio di ieri a Tepic (stato di Nayarit): 15 persone che lavoravano in un autolavaggio sono state freddate a colpi di mitra. Sembra che buona parte delle vittime frequentasse un centro di riabilitazione per tossicodipendenti. Nella regione di Tepic viene prodotta un'eroina speciale poi venduta sul mercato americano da spacciatori provenienti da questa cittadina. Il massacro segue altri due attacchi simili, nell’arco di 72 ore, avvenuti a Ciudad Juarez e Tijuana.
VENEDETTA - Lo stesso presidente Felipe Calderon ha ammesso di non comprendere il movente di questi assalti che non paiono collegati: «Sono persone fuore di testa», ha affermato. Gli investigatori, invece, ipotizzano che i cartelli si stiano contendendo la “gestione” dei tossicodipendenti e puniscono coloro che si riforniscono dai rivali. Per il massacro di Tijuana, però, c’è un secondo scenario. Agghiacciante. Una vendetta dei narcos dopo il sequestro da parte della polizia di 134 tonnellate di marijuana. Inserendosi nelle comunicazioni radio della polizia, i criminali hanno avvertito: «Questo è solo l’inizio. Uccideremo 135 persone per compensare le 134 tonnellate perse».

giovedì 28 ottobre 2010

COME DICEVA RENATO FUCINI: “LA PUNTEGGIATURA È IMPORTANTE!”.

Mediatore linguistico culturale e studioso dei fenomeni di criminalità transnazionale e geopolitica della criminalità linguistical

Forzando la struttura delle parole di presentazione del blog vorrei invitarVi a riflettere su quella che ritengo sia, da diverso tempo oramai, la criminalità linguistica (dovremmo farci carico di inserirla a pieno titolo nei reati contro la persona). Non se ne può davvero più di ascoltare parolai che hanno scamuffato il reale significato delle parole. Il Nostro obbiettivo deve essere quello di riappropriarci delle parole e di usarle per il loro significato originale.

Saluti!

XX RAPPORTO SULL'IMIGRAZIONE DOSSIER STATISTICO 2010

Benché generato dalla CEI, il dossier nel corso degli anni, grazie anche alla lucidità mentale di Don Di Liegro (sono sempre i migliori che se ne vanno!), ha fornito un quadro sufficientemente realistico sul fenomeno migratorio in Italia.
www.dossierimmigrazione.it

mercoledì 27 ottobre 2010

LOS ZETAS e la guerra contra las drogas


Los Zetas
Antonio De Bonis
publicado www.cesi-italia.org
Los Zetas

En México, la guerra contra las drogas sigue viviendo una temporada sin precedentes de la sangre. Esta guerra tiene sus raíces en la derrota militar en los años 90, los carteles colombianos de Medellín y Cali, los traficantes de drogas. Las autoridades de la República de Colombia, también debido a la presión ejercida por la comunidad internacional y su contribución activa, han desmantelado estas dos poderosas organizaciones implicadas en la gestión global de la cocaína producida en el área andina. El éxito efímero alcanzado por las autoridades colombianas ha llevado a un vacío de poder momentánea ha sido llenado por otros actores, tales como la imposición de las leyes del mercado. Esta lógica ha funcionado como un motor para el crecimiento explosivo del poder económico, militar, y luego los dos grandes sindicatos criminales que operan en México en esos años: el cártel de Sinaloa y el Golfo. Los dos carteles controlado y siguen controlando parte de la parte oriental, el cártel del Golfo, y al oeste con Sinaloa, la Sierra Madre mexicana. Ambos tienen rápidamente aprovechado el papel que les asigna los hechos colombianos teniendo la oportunidad de crecer de los facilitadores mero de tráfico en el territorio a los traficantes de drogas al tomar el control de gran parte de la cadena penal, relegando a las organizaciones colombianas para gestionar en exclusiva la producción de cocaína. En términos económicos, esto implicaba la adquisición de los flujos de dinero que han causado un terrible apetito por los competidores potenciales. Para protegerse frente a ninguna de las organizaciones de oposición, el cártel del Golfo, por una parte, advirtió esta situación de emergencia. A falta de tiempo y saber cómo cooptado a su servicio un grupo de desertores del ejército mexicano, los Zetas. La entrada de la droga de Los Zetas en la escena de México y Estados Unidos, ha desencadenado una nueva dinámica que ha llevado, hoy en día, los otros signos para eliminar la Confederación para el nuevo operador. La unidad militar de los Zetas se estableció en 1994 como un cuerpo de élite del Ejército Mexicano para combatir el brote en el estado de Chiapas. Con este fin hemos seleccionado unas pocas decenas de elementos de las unidades especiales del ejército mexicano. Chiapas, así como las reclamaciones y las fuerzas revolucionarias, un estado mexicano es de gran importancia para el tránsito de la cocaína de los países andinos a los productores en México y luego a los mercados mundiales. En este contexto, entonces, haber incumplido la necesidad de contrarrestar la insurgencia en Chiapas, en 1999, la mayoría de los miembros de Los Zetas desertó ofreciendo sus servicios al cártel del Golfo que había la necesidad primordial de garantizar la protección de su tráfico de los apetitos de otras organizaciones criminales. La zona de operaciones cubiertas organización criminal en México, toda la costa del golfo del mismo nombre, al sur de la frontera con Texas, y decenas de ciudades en estados como Nueva York. El nombre de la unidad, que provenía de la última letra del nombre de su comandante, se mantuvo en su penal nuevo, porque la letra "Z" es el identificador de la radio de la policía municipal en México, como una manera de enfatizar el control del territorio por la operación Los Zetas en simbiosis con la policía local corrupta. La organización de la unidad, el modelo de la adaptación a las nuevas necesidades militares. Detrás de los Hawks de operación en calidad de vigías, el COBRA NUEVAS o L, que hacen el trabajo de los trabajadores penal, los ANCIANOS COBRA hacerse cargo de la cobra nueva, el nuevo de Los Zetas a la que se añaden elementos de kaibiles, las fuerzas especiales de Guatemala, y finalmente a Los Zetas superior ANCIANOS de la pirámide de mando. Las armas de la guerra se está dando prioridad AK-47, G3, M-16, Barret M82, MP5 y HKP7. La estructura cuenta con un gerente para cada plaza, que a su vez con el apoyo de un asesor, un contador y un oficial de seguridad. Los Zetas operan en movimiento en una formación típica conocida como La Estaca, es un auto-patrulla con cuatro o cinco elementos diferentes del nivel operativo y cuyo comandante es por lo general un alto Zetas.
En México, dada la relativa novedad del fenómeno general de la explotación del mercado de la cocaína y la todavía inmadura y poco profesional de las estructuras criminales, equilibrar la balanza entre las facciones criminales implicadas aún no se ha alcanzado y el índice de personas mafia resultante de esta el crimen es todavía muy lejos de ello. Es un corolario evidente de la relación que actualmente une el Cartel del Golfo con la milicia de Los Zetas, una organización criminal en sí hoy. Este último nació como un mero brazo del cártel, con el tiempo ha tomado conciencia de sus fortalezas y el potencial comienza a ser percibido como un actor independiente en un caos mayor. Desde que el presidente Felipe Calderón, elegido en las últimas elecciones en 2006, lanzó su ofensiva contra los narcotraficantes murieron alrededor de 28.000 y este año hay más de 6.000. Esta es una guerra abierta con muchos frentes, contra los narcotraficantes y los traficantes de drogas fue uno de ellos. El presidente ha basado su campaña electoral que lo llevó a la cumbre del estado en la guerra contra las drogas. La promesa de derrotar a este flagelo es poco probable que se mantenga a pesar del cambio de rumbo con el recurso directo al ejército como traficantes de lucha contra las drogas. Sin embargo, en vista de las futuras elecciones en unos dos años, el mejor resultado que el Presidente podría llegar a ser una reconciliación entre los contendientes principales en un nivel relativo más bajo de contraste. Esta estrategia permitiría el logro simultáneo de muchas ventajas a un costo después de todo es relativo. En primer lugar pacificar a los signos que significaría dejar abierto el flujo de dinero ilícito que todavía tiene un impacto considerable sobre la economía en México, el Presidente podría reclamar como un éxito personal y hacer un futuro para ricandidatura fungible y, finalmente, iba a cambiar la percepción internacional de México de hoy personajes se nada, pero halagador. Ciertamente, es evidente que, una vez más, las demandas principales del Estado domina éticos y morales. Tácticamente, esto se traduce la estrategia en un intento de eliminar de la escena del tráfico de cocaína y el cártel de Juárez de Los Zetas, en el pasado reciente, han provocado una crisis en términos de poder real como signos de Sinaloa y el Golfo. Como era de esperar, la actuación de la policía del ejército, y en parte por la policía federal en los últimos meses se han dirigido exclusivamente a atacar directamente a la parte superior del cartel de Juárez y el Zetas. Este enfoque tiene un carácter puramente militar en la doctrina estadounidense cristalizó en la Ley de Cabecillas ya ha sido juzgado en Colombia. No ser capaz de erradicar la delincuencia a través de medidas de políticas sociales y económicas, está afectando, con enfoque militar, y claramente identificado algunas de las principales organizaciones en la esperanza de que la dirección no ha podido demostrar este último se ha debilitado hasta el punto en que ya no constituyen una amenaza . Obvio que el problema no ha cambiado y, de hecho, la producción de cocaína en América del Sur ha aumentado en los últimos años. Hoy en día, este enfoque huelgas de los dos carteles mexicanos que, a diferencia de los otros, y son los últimos en llegar a la cima del submundo criminal de México tienen más que otros, sin tener que recurrir a formas muy comunes de la violencia y la crueldad. Los Zetas ahora debe lidiar con eso por un lado, el ejército y la policía federal y el otro una nueva organización criminal, la Nueva Federación, que considera que sólo los miembros con este fin, el cártel de Sinaloa, el Golfo y la Familia Michoacana.
Menos sorprendente nuevos acuerdos siempre son posibles entre los diferentes signos, veremos en los próximos meses los esfuerzos del gobierno mexicano y las facciones penales destinadas a la eliminación del mercado y el cártel de Juárez de Los Zetas.
Ascolta
Trascrizione fonetica

COME DICE SILVIO? "COMUNISTII!" As Says Italian Prime Minister...? Comunist!

Gorbaciov avverte gli Stati Uniti:
«La Nato deve ritirarsi da Kabul
o si rischierà un nuovo Vietnam».
«Putin? Ostacolo alla democrazia»
«È impossibile vincere in Afghanistan». A lanciare l’avvertimento per un possibile «nuovo Vietnam» è stato l’ex presidente sovietico Mikhail Gorbaciov, che 20 anni fa ritirò le sue truppe dall’Afghanistan dopo 10 anni di guerra e ora suggerisce al presidente americano di prendere la stessa decisione . «La vittoria è impossibile in Afghanistan. Obama fa bene a voler ritirare le truppe», ha spiegato Gorbaciov in un’intervista alla Bbc.
Prima di ritirare le truppe sovietiche nell 1989, ha ricordato, si era raggiunto un accordo con Iran, India, Pakistan e gli Stati Uniti. «Speravamo che gli Stati Uniti avrebbero rispettato i patti per un Afghanistan neutrale, democratico, in buoni rapporti con i vicini, l’Urss e gli Stati Uniti. Gli americani dicevano di sostenerlo, ma allo stesso tempo addestravano i militanti, gli stessi che oggi terrorizzano l’Afghanistan e sempre più il Pakistan». Proprio per questo, argomenta l’ex leader del Cremlino, sarà difficile per gli Stati Uniti uscire da questa situazione. «Ma quale potrebbe essere l’alternativa: un altro Vietnam? Mandare mezzo milione di truppe? Non funzionerà». A suo parere, la miglior cosa che possa fare la Nato è aiutare il Paese a rimettersi in piedi e a ricostruire le infrastrutture.
Gorbaciov ha inoltre lanciato dalle pagine del New York Times i suoi strali contro il premier russo Vladimir Putin accusandolo di essere antidemocratico e di aver soffocato l’opposizione. Putin «pensa che la democrazia lo intralci» dichiara il premio Nobel per la pace, notissimo all’estero ma poco amato in patria, in un’intervista per i suoi 80 anni. Sia Putin sia il presidente Dmitri Medvedev «temo siano stati condizionati dall’idea che questo paese ingestibile abbia bisogno di autoritarismo. Pensano di non poterne fare a meno» dice il vecchio leader. Secondo Gorbaciov il partito di Putin, "Russia unita", «é una brutta copia del partito comunista sovietico», i cui funzionari lavorano solo per restare al potere e non vogliono coinvolgere i cittadini nella vita pubblica. Gorbaciov se la prende in particolare con la decisione di Putin, da presidente nel 2004, di abolire le elezioni per i governatori regionali e i sindaci di Mosca e San Pietroburgo, che da allora sono nominati dal Cremlino. «La democrazia comincia con le elezioni - ha dichiarato - Elezioni, responsabilità e turnover».
Cauta la replica del portavoce di Putin, Dmitri Peskov, interpellato dal quotidiano Usa. «Nutriamo il più profondo rispetto per Mikhail Gorbaciov e certamente rispettiamo il suo punto di vista. Questo non vuol dire che concordiamo con lui» ha detto Peskov. Secondo il portavoce del premier «nè Russia unita nè Putin in persona possono essere ritenuti responsabili dell’incapacità di altri partiti di produrre qualcosa di promettente per il paese». Ma, ha aggiunto Gorbaciov, «per chi vuole cambiare il paese e far avanzare i processi democratici, è necessaria la partecipazione popolare. È necessario avere partiti, ma provate a registrare un partito!».
La Stampa 27/10/2010
AS SAYS SILVIO? "COMUNISTII!"
Gorbachev warns the United States:
«NATO must retreat from Kabul
or risk a new Viet Nam».
«Putin? Obstacle to democracy» «can't win in Afghanistan '. To launch the warning for a possible ' new Viet Nam» was the former Soviet President Mikhail Gorbachev, that 20 years ago withdrew its troops from Afghanistan after 10 years of war and now suggests the American President to take the same decision. «Victory is impossible in Afghanistan. Obama does well to want to withdraw troops ' explained Gorbachev in an interview to the Bbc.
Before withdrawing the Soviet troops in 1989, he recalled, had reached an agreement with Iran, India, Pakistan and the United States. «We hoped that the United States would have respected the pacts for a democratic Afghanistan, neutral, good relations with its neighbours, the USSR and the United States. Americans used to say to support it, but at the same time they trained militants, the same people who today terrorise the increasingly Afghanistan and Pakistan. ' Precisely for this reason, argues the former leader of the Kremlin, it will be difficult for the United States out of this situation. «But what would be the alternative: another Viet Nam? Send half a million troops? It won't work. ' In his opinion, the best thing that can make NATO is helping the country get back on their feet and rebuild infrastructure.
Gorbachev has also launched from the pages of the New York Times its firing accusations against the Russian premier Vladimir Putin accusing him of being undemocratic and suffocated the opposition. Putin ' thinks that democracy the hindrance» declares the Nobel Peace Prize, well-known abroad but little loved at home, in an interview for its 80 years. Both Putin and President Dmitri Medvedev ' I fear have been conditioned by the idea that this country unmanageable needs authoritarianism. Think they couldn't do without» says the old leader. According to Putin's Party Gorbachev, "United Russia", "is a bad copy of Soviet Communist Party», whose officials are working only for stay in power and don't want to engage citizens in public life. Gorbachev in particular umbrage with the decision by President Putin, in 2004, to abolish elections for regional governors and mayors of Moscow and St Petersburg, which since then are appointed by the Kremlin. «Democracy begins with elections-said-elections, responsibility and turnover '.
Cautious replication of Putin's spokesman, Dmitry Peskov, approached by the USA. «We have the deepest respect to Mikhail Gorbachev and certainly respect his views. This isn't to say that we agree with him "said Peskov. According to the spokesman of premier ' neither Russia nor Putin together in person may be held liable for the inability of other parties to produce something promising in the country '. But he added Gorbachev, "for those who want to change the country and advance democratic processes, popular participation is required. You must have parties, but try to register a party!».
La Stampa 27/10/2010

corruzione

Solo per renderci conto di come stiamo...veramente..messi...
http://www.economist.com/blogs/dailychart/2010/10/corruption_perceptions?fsrc=scn%2Ffb%2Fwl%2Fdc%2Fcorruption

lunedì 25 ottobre 2010

I Los Zetas

di Antonio De Bonis
english version
pubblicato su www.cesi-italia.org

In Mexico, the drug war continues to live an unprecedented season of blood. This war has its roots in military defeat in the 90s, of the Colombian cartels of Medellin and Cali drug traffickers. The authorities of the Republic of Colombia, also due to the pressure exerted by the international community and its active contribution, have dismantled these two powerful organizations involved in global management of the cocaine produced in the Andean area. The ephemeral success achieved by the Colombian authorities has led to a momentary power vacuum that has been filled by other actors such as imposing the laws of the market. This logic has worked as a driving force for the explosive growth of economic power, military, of the two major criminal syndicates operating in Mexico in those years: the Sinaloa and the Gulf Cartel. The two cartels controlled and still control part of the eastern side, the Gulf cartel, and west to Sinaloa, the Mexican Sierra Madre. Both have quickly taken advantage of the role assigned to them the facts Colombians taking the opportunity to grow from mere facilitators of traffic in the territory to drug traffickers by taking control of much of the criminal chain, relegating the Colombian organizations to manage exclusively the production of cocaine. In economic terms, this involved the acquisition of money flows that have caused terrible appetites by potential competitors. To guard against any opposing organizations, the Gulf cartel, for one, warned this emergency. Lacking time and know how co-opted into its service a group of Mexican military deserters, the Los Zetas. The entry of the Los Zetas drug on the scene has triggered a new dynamic that has led, today, the other signs to eliminate the Confederation for the new entrant. The military unit of the Los Zetas was established in 1994 as a corps of elite Mexican Army to counter the outbreak in the state of Chiapas. For this purpose we selected a few tens of elements of the Mexican army special units. Chiapas is a Mexican state of great importance for the transit of cocaine from Andean countries to producers in Mexico and then to world markets. In this context, then, having fulfilled the job of counter insurgency in Chiapas, in 1999, most members of Los Zetas defected offering its services to the Gulf Cartel that had the primary need to ensure protection of their trafficking from the appetites of other criminal organizations. The operational area covered criminal organization in Mexico, the entire coast of the homonymous gulf, south side of the border with Texas and dozens of cities in states including New York. The name of the unit, which stemmed from the last letter of the name of their commander, was kept in its new criminal because the letter Z is the identifier of the municipal police radio in Mexico, as a way to emphasize the control of the territory by operating Los Zetas in symbiosis with the corrupt local police. The organization of the unit, modeled on the military adapts to new needs. Underlying operating Hawks acting as lookouts, the NEW COBRA or L, that do the work of laborers criminal, the COBRA ELDERLY taking over the new cobra, the new Los Zetas to which are added elements of Kaibiles, Guatemaltecan special forces, and finally to Los Zetas ELDERLY top of the pyramid of command. The weapons being given priority AK-47, G3, M-16, Barret M82, MP5 and HKP7. The structure employs a manager for each plaza which is in turn are supported by an adviser, an accountant and a safety officer. The Los Zetas operate moving in a typical formation known as The Estaca, it is an auto-patrol with four or five different elements of the operational level and whose commander is usually a senior Los Zetas.
In Mexico, given the relative newness of the general phenomenon of the exploitation of the cocaine market and the still immature and unprofessional of criminal structures, the balance between criminal factions involved has not yet been reached and the resulting pax mafia index of this balance crime is still far from so. It is an obvious corollary of the relationship that currently links the Gulf Cartel with the militia of Los Zetas, a criminal organization itself today. The latter was born as a mere arm of the cartel has, over time, become aware of their strengths and potential starting to perceive itself as an independent actor. Since President Felipe Calderon, elected in the last election in 2006, launched its offensive against drug traffickers were killed about 28,000. This is an open war with many fronts, against drug dealers and drug traffickers was among them. The President has based its election campaign that brought him to the summit of the state on the drug war. The promise to defeat this scourge is unlikely to be maintained despite the change of course with direct recourse to the army as an anti-drug traffickers. However, in view of future elections in about two years, the best result that the President might get will be a reconciliation between the major contenders in a relative lower level of contrast. This strategy would allow the simultaneous achievement of many advantages at a cost after all relative. First pacify the signs would mean leaving open the flow of illicit money that still has a considerable impact on the economy in Mexico, the President could claim as a personal success and make a future for nomination expendable and ultimately would change the international perception of Mexico today characters took anything but flattering. Certainly it is clear that, once again, the primary demands of the State is ethical and moral ones. Tactically, this strategy translates in an attempt to eliminate from the scene of the cocaine trafficking the Juarez cartel and Los Zetas, in the recent past, have greatly undermined in terms of real power as signs of Sinaloa and the Gulf. Not surprisingly, the police actions of the army, and partly by the federal police have in recent months directed exclusively to strike directly at the top of the Juarez cartel and the Los Zetas. This approach has a purely military basis in the American doctrine crystallized in the Kingpin Act has already been tried in Colombia. Not being able to eradicate crime by measures of social and economic policies, is affecting, with military approach, and clearly identified some of the top organizations in the hope that the leadership failed to prove the latter has weakened to the point where they no longer pose a threat . Obvious that the problem remains unchanged and, in fact, cocaine production in South America has increased in recent years. Today, this approach strikes the two Mexican cartels that, unlike the others, and are the latest to reach the top of the Mexican criminal underworld have more than others, without recourse to extremely common forms of violence and cruelty. The Los Zetas must now deal with it on the one hand the army and federal police and the other a new criminal organization, the New Federation composed by the Sinaloa cartel, the Gulf and the Family Michoacana. Striking new agreements is always possible between different actors; we will see in the coming months the efforts of the Mexican government and criminal factions aimed at the elimination from the market and the Juarez cartel Los Zetas.
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